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Predisposizione genetica e alimentazione

Il GeneFood test è indicato in tutte le famiglie ed  assolutamente necessario per chi si sottopone ad una dieta.

Predisposizioni genetica e alimentazione

Un livello finale di personalizzazione basa le scelte alimentari sulle variazioni genetiche. Questo approccio si riferisce alla personalizzazione del cibo secondo la genotipizzazione e sarebbe particolarmente adatto dove nessun altro aspetto fenotipico discernibile può fornire informazioni equivalenti.

Scientificamente, la valutazione dei geni metabolicamente rilevanti per le varianti di sequenza è più significativa per approfondire ulteriormente la nostra comprensione della predisposizione geneticamente impressa alle diete e ai nutrienti.

 

Dal punto di vista dell’applicazione del consumatore, lo sviluppo e l’attuazione di tali misure dovrebbero rispettare i seguenti principi:

 

  • In primo luogo, si dovrebbe genotipizzare un consumatore e a tal fine i diversi test GeneFood TM rappresentano gli strumenti più adatti che, a seconda della sensibilità e della estensione dei tre test previsti (GeneFoodTM base; GeneFoodTM Plus e GeneFoodTM Vita Plus) possono fornire un identikit progressivamente più accurato e completo

 

  • In secondo luogo solo si deve proporre una soluzione nutrizionale che può essere adattata alle varianti genetiche riscontrate. Questo è fornito nella risposta dei test GeneFoodTM, essendo prevista una lista di alimenti personalizzata in base ad un programma bioinformatico che tiene conto delle varianti genetiche riscontrate.
Malattie ereditarie e alimentazione

Un evidente rischio ad alimentarsi senza conoscere il nostro genotipo è facilmente compreso sulla base di semplici esempi.

 

Se non conosciamo la nostra predisposizione genetica ad ammalare di diabete, non possiamo prevenirne, con una corretta alimentazione, l’insorgenza in età adulta.

 

Allo stesso modo, se non conosciamo la nostra predisposizione genetica di incorrere in una malattia metabolica con pericoloso aumento di grassi nel sangue, non possiamo prevenirne, con una corretta alimentazione, l’insorgenza in età adulta. 

 

Ma c’è molto di più. Se non sappiamo di essere predisposti geneticamente ad una intolleranza, ad esempio al glutine, anche se non ancora in fase clinica (celiachia) finiamo per cadere nella patologia perché ci nutriamo impropriamente.

 

Ancora peggio se osserviamo quanto spesso, anche le diete, possano essere dannose. Pensiamo che ben il 10% della popolazione presenta alterazioni del metabolismo del ferro. Queste predispongono a malattie con il tempo molto invalidanti come la emocromatosi. Ebbene, pensate che i dietologi ed i nutrizionisti, spesso, prescrivono, per diete ipocaloriche, proteine o alimenti ricchi invece di ferro. Magari riescono pure a far perdere peso, ma a costo della salute del soggetto!

 

Se si vuole conoscere, per prevenirne l’insorgenza,  l’esistenza di una  delle molteplici malattie ereditarie delle quali la quasi totalità di noi è inconsapevole portatore, bisogna assolutamente eseguire il test nutrigenetico. Questo diventa poi eticamente obbligatorio per un dietologo o nutrizionista che non voglia fare danni!

 

Dalle predisposizioni come allergie e intolleranze agli errori ereditari del metabolismo, è ben noto che la dieta contribuisce alla prevenzione e alla gestione di queste aberrazioni. L’importanza della dieta per gli errori innati del metabolismo ha portato ormai da anni all’adozione in tutto il mondo, alla nascita, di analisi per  la fenilchetonuria è ben gestita dalla diagnostica basata sul metabolismo per la personalizzazione di alimenti a basso tenore di fenilalanina. Questo è solo un minimo rischio per la nostra specie.